Un’intera struttura dedicata a infangare il MoVimento 5 Stelle.

Un’intera struttura dedicata a infangare il MoVimento 5 Stelle.

Per danneggiare i suoi rappresentanti, per delegittimarli a suon di dossier confezionati persino da investigatori privati. È il progetto che nel 2018 viene inviato alla mail di Matteo Renzi. Sì, lo stesso Renzi che un giorno sì e un altro pure, lamenta di subire troppi attacchi sui social, che urla in difesa della sua privacy, che allude a chissà quali macchinazioni politico-giudiziarie contro di lui.

Proprio Matteo Renzi, nel 2018, riceve quella mail dal suo guru per la comunicazione, Fabrizio Rondolino. Il documento è contenuto nelle carte dell’inchiesta sulla Fondazione Open, dove il leader di Iv è indagato. E il contenuto non lascia spazio a dubbi. Nella mail, come riporta il quotidiano “La Verità”, si fa riferimento a “notizie, indiscrezioni, rivelazioni mirate a distruggere l’immagine pubblica di Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi, Raggi, Appendino, Davide Casaleggio (e la sua società), Travaglio e Scanzi”.

Ma non solo. Per realizzare “inchieste/indagini serie sul personale grillino – si legge – è necessario creare una piccola, combattiva redazione ad hoc, che lavori esclusivamente sul progetto nella massima riservatezza: vanno individuati almeno 2 giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato di provata fiducia e professionalità (a costo medio-alto)”.

Tutto per infangare il MoVimento. Una struttura dedicata alla macchina del fango, quella che emerge dalle carte dell’inchiesta. Che non fanno altro che confermare ciò che era chiaro a tanti. Ma adesso, lo stesso Matteo Renzi che urla in difesa della sua privacy e contro i social, oltre che ai magistrati, dovrà spiegare un po’ di cose anche a noi e agli italiani.

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