Chissà cosa mi diranno di scrivere ……..anche oggi….

I pennivendoli del Giornale di Sallusti tornano.

“Il bene si fa in silenzio” o almeno così dovrebbe essere.

È stato pubblicato un articolo sulla testata “Il Giornale” di oggi 14/07/2020 secondo il quale l’on Nicola Grimaldi, durante il periodo di lockdown, avrebbe utilizzato soldi per organizzare eventi, che ovviamente non si potevano fare, presupponendo l’idea che li abbia intascati.

L’onorevole, capogruppo in commissione finanze alla Camera dei deputati chiarisce.

Il responsabile della Protezione Civile di Trentola-Ducenta prende in consegna le uova pasquali

“Ebbene ora vi spiego come li ho spesi (ho avuto premura di conservare gli scontrini):

1) ho acquistato generi alimentari per famiglie che erano in grave difficoltà;

2)ho acquistato 4000 uova di Pasqua in occasione dei festeggiamenti in lockdown, e li ho donati ai vari enti di tutti i comuni della mia circoscrizione affinché potessero donarlo ai bambini in difficoltà;

3)ho donato sempre a questi enti, agli enti locali, alle forze dell’ordine che me le hanno chieste, alle famiglie che non potevano acquistarle, mascherine, guanti e liquido igienizzante per rispettare le norme contro la diffusione del Coronavirus;

Insomma ho fatto tutta una serie di cose che secondo me ogni persona che aveva la possibilità doveva fare, niente di più e niente di meno.


Ho sbagliato però in una cosa sola:
L’HO FATTO IN SILENZIO!

Insomma l’ho fatto senza chiamare i giornali, senza scriverlo, senza fare le foto da salvatore della Patria, facendolo come tutte le persone che stavano aiutando in quel complicato periodo: in silenzio.

Ma l’ho fatto in silenzio perché secondo me il bene si fa in silenzio.

Spero di aver dato sufficienti delucidazioni a chi aveva dubitato!

ps: pubblico alcune foto che ho conservato di quei fantastici momenti. Spero vi facciano commuovere come fanno emozionare me ogni volta che le vedo.

Arrivo delle 4000 uova di Pasqua presso il quartier generale della CRI al Palazzetto dello Sport di Aversa. Nella Foto i responsabili della CRI

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